Il maestro Vico Calabrò

Conosciamo insieme il maestro indiscusso a livello italiano e internazionale dell’arte dell’affresco:

VICO CALABRÒ, pittore, nato ad Agordo (BL) e residente a Caldogno (VI), pratica tutte le tecniche di espressione figurativa, realizzando opere ora di trasognata serenità, ora di graffiante ironia e anche di impegno sociale.

L’attività di disegnatore lo ha impegnato a illustrare libri di diversi autori contemporanei, oltre che a collaborare con varie riviste e periodici.

In campo incisorio si è formato nella stamperia Busato di Vicenza, dove ha prodotto matrici per litografia e calcografia, curando la tiratura di cartelle per vari editori.

E’ autore di dipinti murali, specialmente a fresco, in varie località italiane ed estere (Francia, Germania, Giappone, Olanda, Polonia e Brasile) e di vetrate, anche in pubbliche collocazioni.

E’ uno dei rari esperti nella pittura a fresco, per cui è spesso chiamato presso scuole d’arte e centri di cultura, più recentemente presso il Centro Europeo dell’isola di S. Servolo a Venezia, le Accademie di Belle Arti di Varsavia, di Utrecht (NL) e S. Luis Potosi (MEX), la Escola d’Art d’Olat (Spagna), il Centro Culturale Koto-ku di Tokyo e il Club Art 2000 di Malta.

Ha fatto parte della commissione italo-giapponese per lo studio degli affreschi di Giotto nella Cappella degli Scrovegni di Padova, e ha realizzato un documentario didattico sulla tecnica dell’affresco per la televisione NHK di Tokyo.

Per sedici anni è stato coordinatore artistico dei murales di Cibiana di Cadore. Attualmente è responsabile di molti centri internazionali per lo studio dell’affresco: la Casa degli affreschi a Facen di Pedavena (Belluno), il laboratorio dell’affresco di Treglio (Chieti) e il Forum Adi Art di Lodz (Polonia), oltre che la Scuola dell’Affresco di Valvasone.  (dal sito 2ruotealpago.it)

DICONO DI LUI:

Vico Calabrò, pittore, grafico, affrescatore riassume ormai nel suo nome la figura dell’artista completo, la cui genialità si esprime in tutte le versioni e con le più varie materie in un gioco che unisce la ricerca e la fantasia.

Vico Calabrò, nato fra i monti di Agordo, ha intrapreso studi scientifici all’Università di Padova e artistici all’Accademia di Belle Arti di Venezia confluiti entrambi nell’originalità dell’ispirazione.

E’ autore di numerosi affreschi in varie località, anche in pubbliche collocazioni, come al Convento di San Vittore a Feltre, nel Seminario di Treviso e, via via citando, il Museo Etnologico di Pàdola, la Dolomiti Cinematografica e la Delfino Musicale di Roma, l’asilo nido di Ponte nelle Alpi e infinite altre opere esposte in varie sedi. Di particolare rilievo l’illustrazione dell’apocalisse di Giovanni, ai vertici dell’ispirazione. Numerose e frequentissime le mostre personali in Italia, mentre all’estero l’artista ha esposto a Malta, Svizzera, Unione Sovietica, Francia, Polonia, Giappone, Germania, Cecoslovacchia, Olanda.

Oltre alle sue ordinarie avventure estetiche, trovano posto le litografie, le incisioni accanto ai dipinti, ai mosaici, agli smalti, ecc.; e continua con speciale passione la sua attività di illustratore di libri, in sintonia con autori sia esordienti sia da tempo affermati.

La genialità di Vico consiste nella capacità di unificare spiritualmente valori della testimonianza e dell’invenzione. Perciò i temi dell’artista possono essere ispirati al mondo paesano (specialmente del mitico), che egli rappresenta in scenari e costumi reali e poetici, come da giochi simbolici ove la fantasia evade in creazioni sorridenti o in contemplazioni di magiche irrealtà.

Nella fase più recente l’arte di Calabrò ha abbandonato le forti qualità polemiche con cui in passato metteva magistralmente alla berlina l’avidità e l’egoismo dei dominatori. Di quella attitudine di denuncia restano ora le sfumature di un’ironia frammischiata alla profonda compassione per le illusioni dell’uomo moderno.

Il rimedio che la sua opera offre al nostro tempo fa tutt’uno con la gentilezza della sua arte che unifica tante suggestioni in linguaggi di segni, spazi e colori trasfigurati in poesia. In sintesi l’arte di Vico non risponde solo a motivazioni estetiche, ma si presenta come messaggio di umana devozione.

Dal sito literary.it