Il Duomo

Un’assemblea formata dai cittadini e dai nobili di Valvasone, riunitasi il 21 luglio del 1449, decretava la costruzione di una nuova chiesa o sostituzione della vecchia parrocchiale ritenuta ormai troppo piccola e decentrata. I Valvason si impegnarono a cedere un’area posta all’interno della seconda cinta muraria, allora occupato da case ed orti, dove costruire il nuovo edificio sacro, che si volle intitolare al SS. Corpo di Cristo, per la presenza della reliquia della Sacra Tovaglia, un corporale intriso del sangue di Cristo, miracolo avvenuto nel1294 aGruaro. Non si conosce né il nome di chi progettò l’opera, né i tempi di costruzione, che probabilmente furono lunghi, se la chiesa fu consacrata solo nel 1484 e se molti elementi dell’arredo risalgono all’inizio del Cinquecento.

 

La decorazione dell’interno della chiesa fu comunque arricchita e modificata nel corso dei secoli: una prima volta all’inizio del Seicento, per rispondere alle nuove indicazioni della Controriforma, ed in seguito tra il XVII ed il XVIII, quando si modificarono gli altari, si cambiarono le pale, si sostituì il legno intagliato con il marmo.

 

L’intervento che comunque lasciò le tracce più profonde sullo chiesa si attuò tra il 1889 e l’inizio del Novecento, per adeguare l’edificio allo stile neogotico; si ristrutturò la facciata, si rifecero tutte le finestre, si intonacò e si dipinse l’interno, cancellando le tracce degli antichi affreschi e ultimo il restauro del 2004-2005 dello zona presbiteriale per un adeguamento alle disposizioni liturgiche del Concilio Vaticano Il e per riportare l’ambito alla  fisionomia originale.

 

L’edificio di stile tordo gotico è formato da una navata a pianta rettangolare, a capriate scoperte, con un presbiterio affiancato da due cappelle, una delle quali funge da basamento del campanile. All’interno si conservano molte opere d’arte, tra le quali la più importante è senza dubbio l’organo, l’unico del cinquecento veneziano esistente in Italia, ancora perfettamente funzionante. L’opera fu commissionata nel1532 aVincenzo Colombi di Casale Monferrato ma attivo in Venezia, mentre la decorazione pittorica delle portelle fu affidata al Pordenone, che per volontà dei committenti dipinse fatti biblici legati al sacramento dell’Eucarestia: Sacrificio d’lsacco e L’offerta di pane e vino di Melchisedech (all’interno), La raccolta della manna (all’esterno). Pordenone morì nel 1539 senza finire il lavoro, così le portelle furono ultimate da suo genero Pomponio Amalteo nel 1544. I disegni preparatori sono del maestro, mentre la colorazione è in parte dell’allievo. Lo stesso Amalteo poi tra il 1551 ed il 1552 dipinse le cinque scene della cantoria Cacciata dei mercanti dal tempio, Probatica piscina, Moltiplicazione dei pani, Gesù alle nozze di Cana, Cena da Simone il fariseo, due fregi a fresco sul muro fiancheggianti il cassone e le due fiancate dello stesso a monocromato.